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Giro d’Italia 2020: La favola di Geoghegan Hart, nuovo prodigio del ciclismo britannico

Scritto da on 26 Ottobre 2020

Urlava, correva e si emozionava mentre le telecamere di mezzo mondo faticavano ad inseguirlo. Anche più degli avversari, rimasti spiazzati dalle imprese incredibili del fuoriclasse britannico.
Tao Geoghegan Hart ha trionfato nella 103esima edizione del Giro d’Italia, nella maniera più impensabile possibile, più pazzesca possibile, come direbbe il buon Massimo Marianella.

Partito come gregario di lusso di Geraint Thomas (il gallese si è presto ritirato a causa di una sfortunata caduta), il britannico del Team Ineos Grenadiers si è ritrovato leader di una squadra capace di trascinarlo verso il successo.
Squadra composta tra gli altri dal campione del mondo a cronometro Filippo Ganna, straordinario talento italiano, capace di vincere ben 4 tappe in questo Giro d’Italia. Il ragazzo piemontese infatti ha stravinto tutte e tre le crono programmate, vincendo inoltre con una fuga clamorosa nell’arrivo di Camigliatello Silano.
L’altro trascinatore della Ineos, squadra che ha preso oneri e onori dello storico Team SKy, è stato senza dubbio Rohan Dennis. Australiano, anch’egli fortissimo a cronometro, è stato il gregario fondamentale di Geoghegan Hart nelle tappe in salita, accompagnando il giovane talento britannico ai trionfi del Sestriere e di Piancavallo.

Il resto ovviamente ce lo ha messo Tao, sangue misto irlandese e scozzese, che non si è mai arreso di fronte ad un percorso tra i più complicati degli ultimi anni.
Talentuoso, mai arrendevole e soprattutto lucido nei momenti topici. Così Tom si è vestito da rosa, dopo la clamorosa situazione in classifica prima della cronometro conclusiva di ieri.
Infatti, per la prima volta nella sotria del Giro, due corridori si sono trovati con lo stesso tempo in classifica prima dell’ultima tappa.
L’australiano Jai Hindley del team Sunweb condivideva lo stesso tempo di Geoghegan Hart, ma si è beccato 39” nella crono individuale di ieri, la Cernusco sul Naviglio- Milano di 15,2 km.

Una favola davvero intensa se pensiamo alle origini della famiglia britannica. Primo di ben sei figli (unico maschio), di Tom Geoghegan Hart, operaio edile migrato ad Hackney, periferia a sud di Londra. In bilico una dozzina di ore al giorno tra le impalcature londinesi, per garantire un piatto caldo alla famiglia.

Il primogenito Tao, mai si era contraddistinto negli sport, tutt’altro. Scartato nel calcio appena tredicenne, per il suo fisico gracile e magrolino, il britannico ha poi provato fortuna nel nuoto, anche lì senza successo. Infatti, nessuna vittoria nè piazzamenti, ma il ragazzino colpisce per la sicurezza e la sfrontatezza con cui si getta nelle fredde acqua della Manica.
Più degli altri, ne resta affascinato Keir Apperley, coach dell’Hackney Cycling Club che lo introduce al mondo del ciclismo.

Da lì Tao riesce a crescere attraverso borse di studio, allenamenti programmati e anche un lavoretto come “Saturday boy”, proprio in un negozio di biciclette.
A differenza degli altri campionissimi britannici come Wiggins, Froome e Thomas, Geoghegan Hart si rifiuta categoricamente di allenarsi in pista, come invece da gloriosa tradizione.
Nonostante ciò, la British Academy non lo abbandona e, una volta ammesso alla nazionale juniores, Tao si accorda con il team privato di Axel Merckx, figlio del leggendario Eddy.

Il resto della storia si lega indissolubilmente con Dave Brailsford, mente sopraffina del team Sky, che ha dominato i tre grandi Giri dal 2013 prima di diventare team Ineos a inizio 2019.
L’ennesimo trionfo del ciclismo britannico, che nel 2018 è stato capace di raggiungere un incredibile record: 3 atleti britannici a trionfare nei 3 grandi Giri, un’impresa che nessun’altra nazione è riuscita a raggiungere.

In quell’anno infatti, Chris Froome, britannico del Team Sky vinse il Giro d’Italia e riuscì a piazzarsi terzo al Tour de France, vinto dal suo connazionale e compagno di squadra Geraint Thomas. A completare il trionfo, Simon Yates del team Orica-Scott vinse l’edizione della Vuelta de Espana.

Trionfo anche dei giovani, perchè Geoghegan Hart, Hindley, Almeida (spettacolare il Giro del portoghese che ha indossato quasi due settimane la maglia rosa), McNulty e altri potenziali talenti che sono destinati a scrivere pagine importanti negli anni a venire di questo sport.


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