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Inter Campione d’Italia 2020/21: le pagelle di un trionfo

Scritto da on 3 Maggio 2021

INTER CAMPIONE D’ITALIA 2020/21
Una gioia assoluta per tutti i cuori neroazzurri, ecco le mie pagelle di un’annata da ricordare:

Handanovic 6: il capitano neroazzurro vince il suo primo trofeo con l’Inter a quasi 37 anni, nell’annata peggiore della sua carriera. Decisivo con parate fondamentali nel derby di ritorno, commette però anche vari errori grossolani specialmente nel finale di stagione. INCONSUETO

Radu,Padelli s.v: non hanno mai giocato quest’anno, incomprensibilmente. Meritano di partecipare alla festa neroazzurra nelle gare successive

Skriniar 8,5: un’annata straordinaria del difensore slovacco, dato con le valigie in mano fino alla fine dello scorso calciomercato.
Spesso insuperabile, sempre attento e determinato, decisivo con prestazioni di rilievo quando conta, col gol all’Atalanta che ha definitivamente spalancato le porte al trionfo. ROCCIOSO

De Vrij 8,5: il centrale olandese è diventato un punto di riferimento assoluto della retroguardia neroazzurra. Dirige la difesa, detta i tempi ed è sempre pronto all’uno contro uno. Probabilmente il miglior difensore dell’intero campionato. GARANZIA

Bastoni 8: non solo difensore del futuro, ma anche dell’Inter presente. Completa la nuova BBC targata Conte, con prestazioni di rilievo alla sua giovane età. Spesso si propone anche offensivamente, anche se commette alcuni gravi errori di inesperienza. L’età e il talento sono dalla sua. PROMESSA

Ranocchia 6,5: era presente nell’Inter 2011 targata Leonardo, quella che sollevò l’ultimo trofeo (Coppa Italia). Uomo spogliatoio, le poche volte che viene chiamato in causa fa sempre il suo dovere. MASCOTTE

D’Ambrosio 7: Poche presenze rispetto ai suoi standard, complici covid e infortuni, e ad una concorrenza agguerrita. Anche lui svolge in maniera diligente i suoi compiti, conditi da gol pesanti contro Fiorentina, Cagliari e Genoa. PREZIOSO

Kolarov 5,5: doveva essere l’arma in più di esperienza e qualità, ma non si dimostra mai incisivo. Gravi gli errori nel derby di andata col Milan, il mister non gli dà più fiducia. Ma gioca in una posizione non sua e di questo non ha nessuna colpa. IMPALPABILE

Hakimi 7,5: velocissimo, sempre propositivo e col vizietto del gol sempre più nelle sue corde. Il marocchino decolla nella sua prima stagione italiana, giocando quasi da ala. Si dimentica spesso i suoi compiti difensivi, con errori gravi soprattutto in Europa (col Real su tutti). Ha ampi margini di miglioramento, ma i paragoni che si leggono nei blog con Maicon sono orripilanti, quelli con capitan Zanetti da ghigliottina. FRECCIAROSSA

Darmian 7,5: il simbolo del contismo. Un giocatore normale che diventa molto prezioso, giocando sempre al cento per cento. Quando viene chiamato in causa non delude mai, diventa addiritura goleador contro Cagliari e Verona. SORPRESA

Young 6,5: molti alti e bassi per l’esterno inglese, titolarissimo fino agli errori in Coppa Italia con la Juve. Ma quando entra in campo, dà sempre il massimo e si dimostra vitale in ottica offensiva con cross e assist di prestigio. CERTEZZA

Perisic 7: dalla Champions vinta col Bayern ai ripiegamenti difensivi continui. Il croato fa tanta strada, letteralmente. Ed anche per questo non sembra colui che spostava gli equilibri come qualche anno fa. Anch’egli sacrificato e messo in un ruolo non suo, ma non si perde mai d’animo.

Barella 9: l’uomo ovunque, vitale per questa squadra. Corre, lotta, pressa, si propone e difende. Il tutto a una velocità incredibile. Cuore e anima di questa squadra, così giovane così forte. IMPRESCINDIBILE.

Brozovic 8: Più qualità che quantità nelle sue giocate, le pause che spesso lo contraddistinguono arrivano nei momenti meno decisivi della stagione. Ed è un bene per la squadra e non solo. La sua visione di gioco è stata spesso decisiva nelle tante gare bloccate e decise da episodi. GIOCOLIERE

Eriksen 9: voto media tra il 10 per come ha sopportato le spavalderie e i gesti meschini dell’allenatore, e l’8 da quando è stato chiamato finalmente in causa. Dalla punizione pennellata in Coppa Italia al Milan, il danese si è finalmente preso il centrocampo neroazzurro con giocate di classe e di sostanza. I gol contro Napoli e Crotone il giusto premio ad un talento restato troppo spesso inespresso in Italia. TALENTO

Gagliardini 6,5: meno protagonista rispetto ad altri anni, anche per questo l’Inter ingrana. Spesso inserito per proteggere il vantaggio, non tira mai la gamba indietro e si propone in avanti con qualche soddisfazione. Nel 2010 avrebbe portato il borsone a McDonald Mariga. PUPAZZO

Vidal 5: un voto in più per il gol alla Juve. Per il resto, giocatore voluto a tutti i costi dall’allenatore che mai incide. Lento, mai in forma e troppo aggressivo. Il cileno si rivela vera delusione di questa annata. BUCO NELL’ACQUA

Sensi 5: uno dei giocatori più tecnici e sopraffini della squadra, tormentato dagli infortuni e da qualche scelta troppo conservativa del mister. Mai incisivo, ai margini del trionfo, uno con le sue capacità dovrebbe trascinare la squadra. ANONIMO

Vecino 6: rivisto in campo a sprazzi dopo il lungo infortunio, un tributo a mister garra charrua sempre al servizio della squadra. UOMO SQUADRA

Lukaku 9: simbolo dello Scudetto, vero trascinatore dell’Inter. Immarcabile,fulcro del gioco e leader della squadra, Conte si affida sempre a lui e molto spesso ha ragione. Progressioni supersoniche e fisico imponente, prototipo del centravanti ideale in questa Serie A. MASTODONTICO

Lautaro Martinez 8,5: intesa raffinata con Lukaku, ma anche tante spallate e sacrificio per la squadra. L’argentino cambia modo di giocare e si dimostra completo ed efficace, a volte incide meno in zona gol ma quanto lavoro sporco. COMBATTENTE

Sanchez 7: entra molto spesso in campo per le sue qualità tecniche, a volte decisive altre meno. Decisivo a Parma, si rivela un comprimario importante ma il suo apporto poteva essere ancora maggiore. SEMPRE PRONTO

Pinamonti 6: meno simpatico di Arnautovic, ma a diferenza dell’austriaco non distrugge alcuna supercar. Spero avrà spazio nel finale di stagione, è una giovane promessa. DIVERTENTE

Conte 6,5: voto prevenuto, non mi è mai stato simpatico, ma ha portato risultati e vittorie ovunque è andato. Certo, con 200 milioni di budget spesi per il suo ingaggio, Lukaku, Hakimi e Barella, ha avuto vita facile. I suoi predecessori con delle cifre così ci facevano almeno quattro stagioni. Ma vincere a Milano non è mai facile. Una squadra solida e cinica, mai esaltante nel gioco, mai che va in sofferenza però. Restano evidenti limiti in Europa con un’altra eliminazione ai limiti del sopportabile. Può aprire un ciclo vista la poca competitività delle altre squadre e un’Inter giovane, forte e con la sua stessa fame di vittorie.http://https://www.google.com/search?q=inter&rlz=1C1SQJL_itIT778IT778&sxsrf=ALeKk02Q_kiRW-C1ky2yLKDvTHBoUg9vfQ:1620032234777&source=lnms&tbm=isch&sa=X&ved=2ahUKEwjUkIOvkq3wAhVBtqQKHbywA6IQ_AUoA3oECAEQBQ&biw=1536&bih=754#imgrc=eiSqrWnnN0WPKM


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