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Libero De Rienzo, il mistero si infittisce sulla morte dell’artista

Scritto da on 17 Luglio 2021

Una nube di tristezza e sospetti si è calata da ieri nel mondo del cinema italiano.
E’ morto a soli 44 anni l’attore Libero De Rienzo, vincitore per ben due volte del David di Donatello (nel 2002 e nel 2006).
Sposato con la costumista Marcella Mosca, lascia due piccoli figli di 6 e 3 anni.

La notizia ha destato profonda malinconia nell’ambiente del cinema nazionale, e non solo.
Oltre al famigerato lutto, desta perplessità la dinamica della morte di Libero, avvolta sempre più nel mistero.

Infatti, nella sua casa romana è stata rivenuta della polvere bianca assieme al cellulare della vittima, e la Procura ha subito aperto un’indagine.
Successivamente, si è scoperto che il corpo è stato trovato circa 24 ore dopo la morte, e alcuni eventi in quella giornata sono al vaglio degli inquirenti.
Per il momento, pare che De Rienzo sia stato stroncato da un infarto, ma il PM Minisci ha aperto un fascicolo ipotizzando la morte come conseguenza di altro delitto.

A parte il giallo della morte e lo sgomento della sua scomparsa, ricordiamo con grande piacere e allegria Libero.
Nato a Napoli da genitori irpini, si trasferisce a Roma a soli due anni. Oltre la simpatia e la cordialità, assorbe dall’ambiente familiare l’amore per lo spettacolo.
Il padre, Fiore de Rienzo, era giornalista a “Chi l’ha visto?” e aiuto regista di Citto Maselli.

Cresciuto nell’ambiente romano imperniato di arte e spettacolo, Libero si fa notare e debutta sul grande schermo nel 1999 con ” La via degli angeli” di Pupi Avati.
Recita poi in entrambi i film del regista Marco Ponti: “Santa Maradona” (2001), che gli valse grandi apprezzamenti, e grazie al quale vinse il David di Donatello come migliore attore non protagonista, e “A/R: Andata + Ritorno”, del 2004. In quest’ultima pellicola condivide il ruolo di protagonista con una giovane e talentuosa Vanessa Incontrada.

Il 2007 fu per Libero un anno da incorniciare: si fa notare sul grande schermo in “Milano-Palermo: il ritorno” di Claudio Fragasso, film molto acclamato dalla critica.
Inoltre recita nella miniserie televisiva “Nassiryia-Per non dimenticare”, andata in onda su Canale5, per commemorare i soldati italiani uccisi nell’attentato terroristico in Iraq.

Due anni dopo, nel 2009, ritorna sul grande schermo recitando in “Fortapasc”, con la regia di Marco Risi. Il film è incentrato sulla vita di Giancarlo Siani, giornalista del Mattino ucciso nel 1985 dalla camorra.

Nel 2014 poi, l’esperienza che lo consacra nel cinema italiano: De Rienzo è protagonista in “Smetto Quando Voglio”, di Sydney Sibilia.
Sulla scia di Breaking Bad, il film diventa un vero e proprio cult nazionale, così come il suo personaggio, tanto da meritarsi ben due seguiti
Il sequel “Masterclass” e l’epilogo “Ad Honorem”, entrambi del 2017, fanno di Smetto Quando Voglio una delle migliori trilogie delle commedie italiane del ventunesimo secolo.

Ultimamente, si era fatto notare in altri due film che personalmente ho apprezzato tantissimo: “A Tor Bella Monaca non piove mai” del 2019, cruda commedia sui giri di vita nelle periferie romane, e “Il caso Marco Pantani- L’omicidio di un campione”, uscito lo scorso anno, sul giallo della scomparsa dell’eroe del ciclismo.

Resta un giallo anche la scomparsa di Libero De Rienzo, ma resta anche l’affetto e la stima per un attore che si è sempre fatto voler bene.
E, da irpino, gli torno a dare il benvenuto: Libero sarà infatti sepolto accanto sua madre a Paternopoli, borgo di circa mille abitanti situato nel cuore dell’Irpinia.

Che la terra ti sia lieve Libero, ci mancherai.


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